Comunicare Domani: alle agenzie le aziende chiedono strategia e coordinamento

27 giugno 2013

“Ci muoviamo in un nuovo spazio mediale fatto di  multi-screen, multi-tasking, multi-channel e mobility. E’ cambiato il paradigma della comunicazione: viviamo una disintermediazione, le aziende diventano ‘editori’ e il mercato vede affacciarsi come nuovi competitor anche brand con livelli di awareness più bassa, ma sentiment molto positivi sui social network”, questa l’analisi dell’evoluzione dei modelli di business del comparto presentata ieri sul palco di ‘Comunicare Domani’, appuntamento organizzato a Milano da AssoCom, da Giuliano Noci, ordinario di Marketing e Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano.

Di fronte a nuovi processi d’acquisto, al ruolo chiave della customer centricity, al superamento della relazione device/funzione d’uso, secondo lo studioso diventa urgente il superamento della logica del grp. “Servono nuovi schemi interpretativi del mercato – ha aggiunto Noci -. Ma non solo, alle aziende non basta più un gestore in outsourcing della pubblicità. Sono necessarie nuove competenze e servono veri e propri ‘consulenti della comunicazione’ che abbiano visione strategica e operativa integrata”.

Un bisogno confermato dalla ricerca Makno sull’evoluzione delle imprese di comunicazione, che ha coinvolto fra l’autunno 2012 e la primavera 2013 oltre 300 aziende. “Dallo studio – ha spiegato Mario Abis, presidente dell’istituto di ricerca – emerge l’esigenza di un forte presidio di strategia e coordinamento come effetto della frammentazione delle leve utilizzate in comunicazione”. La dinamica evolutiva dell’approccio alla comunicazione delle aziende vede un 25% delle imprese  puntare sulla rilevanza e muoversi sui binari tradizionali (atl, btl), un 35% virare su una strategia pluricanale tesa a massimizzare i punti di contattato, ma ragionando ancora per touch point differenziati, e, infine, un 40% che opta per un orientamento convergente, in una logica di integrazione.