Cyber Lions, Italia a bocca asciutta. Due Grand Prix agli Usa

20 giugno 2013

Una categoria ormai matura e sempre più ‘story telling’

Nessun metallo per l’Italia nei Cyber Lions. In shortlist, su 32 lavori iscritti, ne erano entrati tre:  ‘The art of making room’ ideato da Lowe Pirella Fronzoni per Foxy, ‘#Dammipiùvoce’ di Saatchi & Saatchi per Coordown onlus e ‘The Candidate’ di Publicis per Heineken international. Due i Grand Prix assegnati (nei Cyber ne sarebbero possibili tre), entrambi agli Stati Uniti.

Sono ‘The beauty inside’ di Pereira O’Dell San Francisco per Intel + Toshiba e ‘Oreo daily twist’ di Draftfcb New York per Mondelez International.

Bob Greenberg, founder e chairman R\GA, ha spiegato: “Si tratta di una categoria complicata, quando è stata lanciata (nel 1998, ndr) e per alcuni anni a seguire era tutto innovativo, ora la tecnologia è parte di noi e soprattutto per quanto riguarda i video la qualità è sempre più alta e si inseriscono in un più ampio contesto di story telling. I due Grand Prix sono progetti davvero incredibili che hanno avuto un successo grandissimo. Ma in molti casi la differenza tra ori e argenti è stata davvero pochissima”.

Anche nei Cyber spopola l’australiano ‘Dumb ways to die’ che si aggiudica 4 ori (su 17 assegnati complessivamente) e un argento. “Ho fatto parte di tantissime giurie qui a Cannes – ha concluso Greenberg – ma quest’anno i Cyber sono stati davvero una ‘learning experience’ per tutti noi”.

Laura Buraschi

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