Sul palco la visionaria game designer Jane McGonigal: ‘il futuro è dei Gamers’

19 giugno 2013

“E’ inevitabile, presto saremo tutti gamers”. E’ con questa frase che inizia ‘The future is a massively multiplayer game’, il seminario  organizzato da PHD, che vede sul palco la visionaria game designer Jane McGonigal (nella foto). “Attualmente nel mondo esiste un miliardo di giocatori che passano almeno un’ora al giorno a giocare su un device connesso a internet. E, nonostante lo stereotipo che vede nei videogame solo una perdita di tempo, questa è una buona notizia”, esordisce McGonical. Siamo entrati, infatti, nella Engagement Economy, quell’economia dove è sempre meno importante competere per l’attenzione, mentre è sempre più importante competere per ottenere una maggiore ampiezza di banda interattiva.

McGonigal svela come sfruttare il potere della realtà virtuale dei videogame per risolvere problemi del mondo reali e contribuire a rendere le persone più felici. Da una recente ricerca, infatti, emerge che sono dieci le emozioni positive che provano i gamers. Oltre a gioia, amore e curiosità, al primo posto tra le sensazioni provate da chi gioca c’è la creatività.  “Coloro che passano del tempo a giocare ai videogame non sono solo più creativi, ma hanno anche una maggiore propensione  ad aiutare gli altri per il senso di collaborazione che viene sviluppato grazie a quei collaborative game che permettono di giocare in squadra”, dice McGonigal.

Ecco, quindi, che l’engagement economy di un futuro (che è sempre più presente) sarà basata sulla partecipazione di massa, sulla collaborazione e sull’elasticità mentale. “I videogame ci rendono elastici – conclude McGonical – Ci fanno sentire ottimisti, ci abituano alle sfide. Ci regalano, soprattutto, una grande abilità nel collaborare con gli altri e, dunque, ci permettono di creare valore”.

Eugenia Morato