Vivienne Westwood: “C’è bisogno di idee forti e concrete per essere sovversivi. Non basta arrabbiarsi”

19 giugno 2013

Al seminario organizzato da SapientNitro

Si chiude con una standing ovation il seminario ‘Stories are more than a narrative.  And fashion is more than design’ organizzato da SapientNitro al terzo giorno di Cannes Lions 2013. L’ospite d’eccezione è la leggendaria regina della moda inglese Vivienne Westwood (nella foto). Insieme a Gaston Legorburu – Worldwide Chief Creative Officer di SapientNitro –, l’icona fashion racconta del potere rivoluzionario delle storie di diventare veri e propri movimenti globali. Non importa che esse riguardino la moda o il business in generale, la loro forza sta nel coinvolgere i consumatori con una narrazione che diventa un tutt’uno con l’esperienza stessa che quella storia fa vivere.

“C’è bisogno di idee forti e concrete per essere sovversivi. Non basta arrabbiarsi”,  sottolinea la Westwood, il cui nome è stato sinonimo dei momenti più importanti nella storia della moda, della musica e della politica del Regno Unito degli ultimi quarant’anni. “Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo dare ascolto alla parte migliore di noi, non alla nostra metà ordinaria. Non credo che le cose nel mondo migliorino automaticamente. E’ un’evoluzione, strettamente connessa al nostro passato, che dobbiamo volere fortemente. Se lottiamo per qualcosa – qualsiasi cosa sia -, ogni cosa si rivelerà interconnessa a ogni altra”.

Le storie e i movimenti che hanno reso famosa la Fashion Queen britannica sono quelle stesse storie che Legorburu colloca all’interno dello “Storyscape”, un paesaggio di esperienze emozionali, dove ogni connessione porta a generare una relazione con ogni altra cosa, in modo tale che i brand stessi diventino parte della storia del consumatore, dando vita a uno storytelling rilevante, non convenzionale e senza tempo. “Siamo pericolosamente a corto di cultura  – conclude la Westwood – e dobbiamo cercare idee universali in grado di mettere in luce ciò che di più vero e profondo c’è nella razza umana, il nostro genio creativo”.

Eugenia Morato