Spotify: brand engagement a tempo di musica

18 giugno 2013

Intervista con Gary Liu, Global Director Ad Product

 

È arrivato nel nostro Paese a febbraio Spotify, uno dei principali servizi di musica on demand in streaming a livello mondiale, ed è stato subito un successo. “Al punto – conferma Gary Liu, Global Director Ad Product Strategy di Spotify – che l’Italia per noi rappresenta una sorta di benchmark su cui parametrare le dinamiche dei nuovi Stati in cui facciamo il nostro ingresso”. Con oltre 20 milioni di utenti in tutto il mondo che hanno a disposizione altrettanti brani da ascoltare sul proprio computer, smartphone, tablet “Spotify rappresenta una piattaforma molto interessante peri brand – spiega Liu – grazie al livello di engagement che è possibile raggiungere con i nostri utenti, che non solo trascorrono un tempo considerevole su Spotify ma evidenziano un elevato grado di interattività. I messaggi degli inserzionisti, che siano uno spot audio o visivo, vengono recepiti quasi come se fossero contenuti musicali”. I formati pubblicitari proposti da Spotify includono infatti, oltre ai messaggi più classici, la Lightbox Spotify che permette l’utilizzo di contenuti multimediali aggiornati in tempo reale, quali video, audio, concorsi, o la pubblicazione di un feed di Twitter, e le “API aperte”, che permettono di creare progetti di comunicazione incentrate sul catalogo Spotify, appoggiandosi anche al sito web o alla pagina Facebook della marca. La piattaforma si caratterizza infatti per la forte connotazione social: è possibile condividere brani e playlist su Facebook, Twitter, sul proprio blog o via e-mail per scoprire, gestire e condividere agevolmente la musica con i propri amici. “Spotify – conferma Liu – consente a brand di esprimere la propria identità musicale, diventando così parte a pieno titolo e con un ruolo attivo della community. Non va dimenticata, infine, la possibilità per la marche di costruire su Spotify delle branded app, che traggono la loro forza relazionale dal nostro sterminato catalogo di canzoni. Tra i primi utilizzatori di branded app spiccano aziende quali McDonald’s, At&T, Reebok e Intel, a conferma che il linguaggio della musica è davvero univesale e taglia trasversalmente le più diverse industry.

Massimo Bolchi