L’allarme di Assirm: Italia a rischio sindrome Argentina

17 giugno 2013

Si è svolto a Roma l’incontro Time & trends’ per fare il punto sui consumi in calo

 

Assirm, l’associazione degli Istituti di ricerca di mercato, sociale e d’opinione, ha aperto uno spazio di riflessione per chiarire in che modo la crisi sta influenzando i consumi degli italiani. ‘Time & trends’ è il titolo del convegno romano di venerdì scorso, in cui sono stati presentati i dati dello Slim Factor, l’indicatore messo a punto dal Centro Studio Assirm e calcolato in base esportazioni, turismo e mercato interno- Allarmante il quadro che ne emerge: l’Italia è a rischio ‘sindrome’ Argentina. L’andamento economico del primo trimestre 2013 ha riportato il Paese a valori simili a quelli del 2009, anno successivo alla grande crisi del 2007-2008. “Oggi come non mai – ha affermato Umberto Ripamonti, presidente dell’associazione – riteniamo sia necessario un dibattito non solo diagnostico ma anche propositivo, per rilanciare un Paese che sta davvero soffrendo”.
Maurizio Pessato, vicepresidente di Assirm, ha messo invece l’accento su una “leggera sensazione di attesa verso qualche condizione sociopolitica, italiana ed europea, che potrebbe portare degli spiragli positivi”. A confermarlo sono i dati: negli ultimi mesi si contrae leggermente la quota di aziende che si sente direttamente toccata dalla crisi (dall’87% all’83%); l’indice della fiducia delle imprese italiane tende a stabilizzarsi, anche se a livello basso; gli investimenti, tuttavia, indicano da sei mesi un trend negativo, facendo registrare uno dei punti più bassi del decennio trascorso. “Il Largo Consumo diventa un punto di osservazione di rilievo per valutare l’atteggiamento dei consumatori e la loro reazione di fronte all’attuale momento economico” ha continuato Pessato.
Dai dati Iri WorldWide sul Largo Consumo, si desume che si è consolidato un trend di riduzione della spesa, oltre che dei volumi. Le famiglie hanno ridotto gli acquisti in seguito alla contrazione del reddito disponibile: ancora un 1,5% in meno in valore e 2,3% in volume rispetto al 2012, nei primi mesi del 2013. Per far fronte al decremento dei consumi si assiste ad un incremento delle promozioni da parte delle aziende: ben oltre il 25% per le marche industriali e il 20% per le private label.
L’andamento economico generale tocca anche il settore delle ricerche di mercato: nel 2012 si è registrato un decremento del 5,5% rispetto al 2011. La percezione relativa al 2013 è di stabilità sull’anno scorso ma non ancora di ripresa. Quasi tutti i settori di produzione e dei servizi hanno registrato il calo di utilizzo delle ricerche nel 2012.