La tv va verso i contenuti. X Factor e The Voice i programmi al top

17 giugno 2013

I dati dell’Osservatorio sulla videoevoluzione di Prodotto

 

La società Prodotto, guidata dal ceo Riccardo Pasini (nella foto), ha diffuso i dati dell’Osservatorio sulla videoevoluzione elaborati attraverso 12 focus group sparsi sul territorio nazionale e composti da uomini e donne di età compresa tra i 25 e i 65 anni. Obiettivo del sondaggio è stato individuare quali sono stati i programmi tv in prime time che hanno riscosso maggior successo e insuccesso secondo la percezione dei telespettatori, senza l’ausilio di un confronto concreto con i dati ufficiali di audience. I flop sono stati Zelig (67% del campione, con share del 15%), Paperissima (59%, con una media di share del 16,45%) per il quale si ipotizza addirittura la sospensione dopo 23 anni, e La terra dei Cuochi. I successi  sono X Factor (81%), The Voice (79%) e Amici. La formula del talent musicale convince per originalità il 33%, mentre per il 27% degli intervistati vince l’immedesimazione, per cui i giovani volti sono percepiti con maggiore appeal rispetto ai conduttori televisivi più inflazionati.

“L’ascolto è sempre più frammentato: ora vincono le micro-audience, fondamentali per l’investitore pubblicitario perché mirate”, conferma Pasini. L’Osservatorio ha poi individuato i fattori in grado di influenzare realmente il gradimento del pubblico rispetto al successo di un programma tv: al primo posto l’effetto second screen (74%), termine con cui si identificano le attività su piattaforme come Facebook e Twitter che avvengono parallelamente alla visione del programma, o anche in modo differito. Seguono: lo ‘storico’ del brand programma (61%), la forza di identità della rete televisiva (39%), l’originalità del format (27%), la specificità del volto del programma (11%).

“C’è voglia di riconoscersi in modelli concreti, abbandonando l’effimero. Una spontanea risposta ai tempi che stiamo vivendo – conclude Pasini -. E’ anche un po’ l’effetto dell’invasione di nuovi format, come i factual, che fanno di una vera professione il primo motivo di successo, mettendo in naftalina il ruolo della velina e a volte anche quello del conduttore puro. Lo dimostrano i linguaggi dei nuovi successi: Italia’s got Talent, The Voice, X Factor, dove i volti noti assumono ruoli apparentemente secondari, abbandonando la liturgia della conduzione e lasciando la centralità al contenuto”.