Radio Italia sceglie Mondadori Pubblicità e punta al +15% nel 2013

15 giugno 2013

L’emittente lascia Manzoni & C.

Dopo 3 anni di “proficua collaborazione” con A. Manzoni & C., Radio Italia solomusicaitaliana affida la raccolta pubblicitaria a Mondadori Pubblicità. Il nuovo accordo di concessione con Mondadori Pubblicità avrà effetto a partire dal 15 Aprile 2013. La decisione, come spiega una nota del gruppo guidato da Mario Volanti (nella foto), “rientra in un forte piano di sviluppo di Radio Italia nel mercato radiofonico, con l’obiettivo di valorizzare la propria identità, il proprio posizionamento e la propria offerta alla luce degli straordinari risultati di crescita degli ascolti registrati nell’ultimo anno.

In tale contesto Mondadori Pubblicità, forte della propria struttura e penetrazione del mercato in settori ad elevato potenziale, rappresenterà un partner fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Editore”. Pur ringraziando “tutta la struttura manageriale e la forza vendita di A. Manzoni & C. con la quale, in questi anni, ha instaurato uno splendido rapporto di collaborazione professionale oltre che personale”, la scelta, sottolinea l’editore e presidente parlando con Today Pubblicità Italia, “ci porta in una concessionaria in cui siamo leader e di cui diventiamo l’emittente di riferimento”.

Quanto alle voci uscite su stampa relative a un mancato accordo con la concessionaria uscente sulle condizioni contrattuali, Volanti commenta: “Non abbiamo mai chiesto un minimo garantito, ancora meno pensabile in questo periodo”, mentre è certa la richiesta di un obiettivo importante a Mondadori Pubblicità, come la “crescita del 15% della raccolta sui 30 milioni del 2012”. Un obiettivo assolutamente possibile per Volanti e basato sia sui risultati di crescita di ascolto fotografati da Eurisko Radio Monitor (vedi qui), sia sulla comparazione con performance di radio competitor: “Che valgono il 5% di ascolti in più di noi – commenta -, ma fatturano cifre nettamente superiori”. Per crescere, nel ‘mirino’ di radio e concessionaria entrano aziende e settori “che oggi non investono o lo fanno con una spesa bassa, come la moda”, accanto a una continua attenzione al prodotto con un lavoro costante – per citarne alcuni aspetti – su palinsesto, offerta multipiattaforma, social e sviluppo di app.

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