Assinform, Global Digital Market a -7,5% nel primo quadrimestre 2013

14 giugno 2013

Paolo Angelucci: “Non provvedimenti spot ma impegno a tutto campo su Agenda Digitale”

 

Prosegue la contrazione del Global Digital Market: nei primi quattro mesi del 2013 il comparto ha registrato un -7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, trascinato dalle Tlc, a – 9,4% per effetto della riduzione delle tariffe di terminazione, e dall’It, a quota-4,2%. “La situazione è aggravata dai ritardi accumulati nel processo di attuazione dell’Agenda Digitale e dall’assenza di misure tese a favorire la ripresa degli investimenti in innovazione e a risolvere fattori fortemente penalizzanti per le imprese come il credit crunch” ha commentato Paolo Angelucci, presidente di Assinform, nell’introdurre il convegno di presentazione del 44° Rapporto Assinform sull’Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali. All’inizio dell’anno le previsioni erano più ottimistiche, con una stima di chiusura del 2013 a -4,2% ma oggi questa previsione va rivista al ribasso.
“Se a livello mondiale – ha continuato Angelucci – la spinta verso del Global Digital Market, che ha segnato + 5,2% nel 2012/11 e raggiunto un valore di 4.219 miliardi di dollari, sta trainando l´economia cresciuta del 3,5% nello stesso periodo, anche in Italia l’economia digitale presenta aspetti di notevole potenzialità e vivacità con trend allineati o superiori a quelli globali”. Scomponendo, infatti, il Gdm italiano, che nel 2012 ha totalizzato un fatturato pari a 68.141 milioni di euro e registrato un tasso annuo di -1,8% (con il Pil nazionale a -2,4%), si rileva che le componenti innovative legate al web, che rappresentano il 21% del mercato, hanno registrato un incremento del 7,5%. Così, se nel mondo la vendita di smartphone è cresciuta del 41% e quella di Internet delle cose del 6%, in Italia i trend sono stati rispettivamente di + 62% e + 22%. “Performance eccellenti – prosegue il presidente – che tuttavia nelle condizioni attuali di arretratezza della Pa, di oggettiva difficoltà delle imprese e di mancanza di una strategia sistemica per lo sviluppo dell´innovazione, rimangono fattori isolati, non in grado di diventare, come altrove, volano della ripresa, né di incidere sul ritardo che il nostro paese sta accumulando con le principali economie”..
Negativi, a riguardo, i dati: da parte delle imprese, nel 2012 gli investimenti in tecnologie digitali sono diminuiti per le grandi aziende dell’1,7%, per le medie del 2,1% e per le piccole del 3%, mentre la percentuale di fatturato attraverso l’e-Commerce si è attestata al 6% a fronte di una media europea del 15%. In Italia le abitazioni con accesso a banda larga si fermano al 55%, mentre la media Ue27 è del 73%, gli individui che non hanno mai usato Internet rappresentano il 37% della popolazione, quelli che acquistano on line si fermano al 15% a fronte di medie europee rispettivamente del 22% e 35%, per l’utilizzo dell’e-banking siamo al 21% e per le interazioni on line con la Pa al 19%, mentre le medie Ue viaggiano sul 40% e 44% rispettivamente.
“I tanti ritardi e digital divide italiani – ha concluso Angelucci – indicano chiaramente che per attivare il circolo virtuoso della crescita non ci si può affidare a provvedimenti spot, ma occorre un impegno a tutto campo puntando su Agenda Digitale, Economia Digitale e Politica Industriale per il settore It”.