Rcs, ricapitalizzazione e cessione nodi ancora da sciogliere

13 giugno 2013

Oggi il Cda

 

Rcs sempre più nell’occhio del ciclone. Mentre continua la ridda di voci su stampa, relative alla vendita delle testate che l’azienda ha indicato ai sindacato come oggetto di chiusura a fine giugno, si riunisce oggi il Cda del gruppo. Sul tavolo dell’incontro ancora la ricapitalizzazione (ammontare, prezzo e perdiodo dell’offerta), mentre – seppure in progress – non dovrebbe essere discussa alcuna delle proposte di acquisto dei 9 periodici formulate da Prs, Visibilia e Guido Veneziani Editore. Anche se proprio ieri MF dava quella di oggi come la giornata decisiva per la chiusura delle cessioni, indicando nel dettaglio Novella, Visto e Astra come dirette verso il portafoglio della struttura di Bernardini de Pace (trincerata dietro a un no comment), a conforto di uno ‘slittamento’ di ogni decisione ci sarebbero anche le precedenti dichiarazioni dello stesso ad di Rcs MediaGroup, Pietro Scott Jovane (nella foto), impegnatosi a presentare ai sindacati le proposte prima di portarle sul tavolo del cda: sindacati che all’oggi non avrebbero ricevuto nessuna indicazione al riguardo. Lo scorso lunedì inoltre, l’azienda, che ha in corso uno stato di crisi, ha presentato al tavolo nazionale del confronto sindacale l’allegato d per la messa in cassa integrazione a zero ore degli 87 giornalisti delle nove testate, più la cassa integrazione a rotazione per una ventina di giornalisti ritenuti in esubero, ma su testate ancora considerate core dall’editore. Ora, azienda e sindacato hanno 25 giorni di tempo per trovare un accordo, termine scaduto il quale Rcs potrebbe procedere unilateralmente alla CIG a zero ore, rinunciando però contemporaneamente a quella a rotazione (sottoposta ad accordo reciproco), così come ai dieci prepensionamenti previsti nello stato di crisi. Stato di crisi alla firma del quale l’azienda si era impegnata a non vendere alcuna testata fino alla primavera 2014, come ricorda il sindacato, che nel suo contropiano – opponendosi alle ipotesi di cessione – ha proposto tra gli altri contratti di solidarietà, l’estensione di un biennio della crisi e la revisione del contratto integrativo. Luci puntate dunque sulla giornata di oggi e sulle prossime settimane. Ma non solo per ricapitalizzazione e cessioni. Se questa settimana infatti il patto di sindacato lo scorso lunedì ha affrontato il tema della nomina di un nuovo presidente dopo l’abbandono di Giampiero Pesenti, sulla rete si intensificano le voci sulla possibilità che la poltrona occupata da Jovane si liberi a fine ricapitalizzazione, in un gioco di equilibri che dopo l’approvazione della stessa potrebbe portare a rivedere le linee guida del piano industriale dell’ad già bocciato da una parte dell’azionariato, Diego Della Valle in testa.