Armando Testa firma la campagna per Sos Telefono Azzurro

10 giugno 2013

La diffusione della tecnologia e di strumenti quali smartphone e pc tra i più giovani cambia i modi di comunicare, di relazionarsi e di socializzare: sempre più immersi in un mondo fatto di coetanei, da cui gli adulti sono spesso distanti, moltissimi bambini e adolescenti  trascorrono interi pomeriggi, da soli e una percentuale sempre più alta diverse ore al giorno connessa a una chat, su Facebook o su WhatsApp in compagnia di amici, conoscenti o, in casi più rari, sconosciuti. “Oggi l’abuso è cambiato sulla scia dei mutamenti radicali del sistema sociale che investono anche le relazioni tra bambini, adolescenti e adulti”, ha sottolineato il professor Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile, professore ordinario dell’Università di Modena e Reggio Emilia e presidente di Sos Il Telefono Azzurro Onlus, nell’incontro di presentazione delle più recenti iniziative dell’associazione. “Negli ultimi anni anche Telefono Azzurro si è trasformato: ormai diamo ascolto ai ragazzi e loro familiari che telefonano ma anche a quelli che chattano con noi sul nostro sito o tramite una applicazione sviluppata con Facebook, che interagiscono attraverso i nostri canali su  Facebook e Twitter”, ha aggiunto. E proprio l’ascolto è il tema su cui si impernia la campagna pubblicitaria firmata da Armando Testa. Un ascolto che integra anche la capacità di decrittare il messaggio autentico nascosto nelle parole. Negli spot, infatti, i protagonisti si rivolgono allo spettatore facendo semplici affermazioni che tuttavia, attraverso la traduzione di un’interprete, rivelano un disagio profondo.

“Io la sera torno quando voglio” afferma ad esempio una ragazzina. Una frase come le altre che rivela la sua drammaticità se letta attraverso gli occhi dell’interprete che ne svela il motivo reale: a casa non c’è nessuno ad aspettarla. “La campagne incentrate sullo shock stanno perdendo terreno in tutto il mondo – ha spiegato il direttore creativo esecutivo di AT, Michele Mariani -. Qui abbiamo un tema forte, che non ha bisogno di esasperare l’impatto del visual per raggiungere il suo obiettivo”. “È sempre emozionante lavorare su un tema sociale – aggiunge il regista Luca Lucini -. L’idea ha una limpidezza e una energia impressionanti. Basta il movimento di camera che porta in campo ‘l’interprete’ per dire tutto quello che serve”. A fianco di questa campagna, prodotta da Filmmaster e pianificata da MediaCom, prosegue anche la collaborazione tra Telefono Azzurro e Nickelodeon, attraverso spot in cui i protagonisti dei cartoon scendono in campo contro il fenomeno del bullismo. Nell’occasione Sos Telefono Azzurro ha infine presentato il protocollo di intesa firmato con l’Associazione Nazionale di Comuni Italiani (Anci) per la realizzazione di attività congiunte e di campagne di sensibilizzazione sul territorio nazionale per iniziative legate alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

Massimo Bolchi