Fieg, il 2012 l’anno peggiore per l’editoria: in calo ricavi, pubblicità, copie vendute e lettori

6 giugno 2013

La crisi dell’editoria confermata anche dai nuovi dati allarmanti dello studio Fieg. Il 2012 è stato il quinto anno consecutivo peggiore per copie di quotidiani vendute dal 2007, perdendo oltre 1,150 milioni di copie (-22%) . Nell’anno passato più di un milione di italiani ha smesso di comprare il giornale. L’ultima rilevazione Audipress segnala un calo con un calo rispetto al 2012 del 14,8% con 21,005 milioni di persone che ogni giorno leggono un quotidiano. Ma il 2012 è stato anche il peggiore degli ultimi venti anni per la raccolta pubblicitaria che è scesa sotto gli 8 miliardi di euro (-14,3% rispetto al 2011). Unico segnale positivo è dato dalle testate digitali che segnano un +5,3%, da 631 a 664 milioni di euro, anche se ancora insufficiente per bilanciare i dati negativi della carta. I ricavi online sono in continua crescita e la loro incidenza sul fatturato complessivo ha superato la soglia del 5,5%. Le prime rilevazioni della diffusione delle copie digitali di quotidiani e periodici mostrano una vendita di copie digitali di oltre 185 mila copie al giorno. Una crisi violenta. Come ha sottolineato il presidente Fieg Giulio Anselmi che invoca “una ristrutturazione radicale basata sull’integrazione carta-web, evitando che l’espansione dei nuovi media minacci le fonti tradizionali”.