La Repubblica e Il Fatto Quotidiano i più forti sui social

30 aprile 2013

C’era anche Blogmeter al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, terminato lo scorso 28 aprile, a chiedersi come i quotidiano online possano gestire al meglio i social-lettori. In particolare è stata presentata una ricerca sulla base di 11,5 milioni di interazioni, sviluppate da 56 pagine Facebook e 38 account Twitter e che ha coinvolto le principali insegne italiane.

Sulla creatura di Zuckerberg, il quadrante dei leader è occupato da La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Fanpage.it (la testata all digital che raccoglie più fan di tutti), Leggo (al terzo posto per numero di condivisioni e commenti suscitati). Seguono a distanza il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport. Nel dettaglio, La Repubblica stacca tutti per quantità di interazioni: sono circa 5 milioni quelle suscitate in 3 mesi, mentre il Fatto Quotidiano si ferma a 2 milioni. Promettente la posizione de Il Messaggero, Il Giornale, Libero, The Huffington Post, che riescono a coinvolgere i propri lettori pur non avendone un numero superiore alla media. Purtroppo la maggior parte delle testate ricade nel quadrante dei laggards (non visualizzati per consentire una migliore lettura del grafico) coloro che sono in forte ritardo sia in termini di fan che di coinvolgimento.
Su Twitter i meglio posizionati in termini di follower e di mention (RT, Reply e citazioni spontanee ricevute) sono La Repubblica (con oltre 800.000 follower e circa 207.000 menzioni in 3 mesi), Il Corriere della sera, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport e Il Post. Con un numero di citazioni superiori alla media del settore anche Linkiesta e Fanpage.it. Anche qui la maggior parte delle testate risulta in ritardo nell’uso del mezzo. I giornali più grandi tendono ad usare più account tematici verticali e a sfruttare la notorietà dei giornalisti per socializzare le notizie. Paga la pratica del live twitting e l’uso degli hashtag in occasione di eventi quali le elezioni e Sanremo.
Se rispetto allo scorso anno emerge una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei social media, “scarso è l’uso di tecniche di coinvolgimento del lettore: i link puri e semplici vengono preferiti alle foto, che però risultano essere più apprezzate dai lettori. In definitiva si usano ancora i social media come “nuove edicole”, senza una cura del contenuto postato su Facebook e Twitter, né del dialogo con fan e follower”, commenta Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter.