AssoCom, entro fine giugno la presentazione della nuova governance

24 aprile 2013

Verso un superamento del sistema delle Consulte. In autunno le elezioni

Non c’è tempo da perdere: il messaggio di Peter Grosser (nella foto) ed Enrico Gasperini, vice presidenti di AssoCom alla guida dell’associazione a seguito delle dimissioni di Massimo Costa, non lascia spazio a fraintendimenti. L’urgenza è quella di dare una risposta ai malumori che serpeggiano nella base associativa e alla prospettiva di un’uscita in blocco delle big di Wpp (ma non solo) alla fine di quest’anno.

“Abbiamo tempo sei mesi per fargli cambiare idea”, ha detto Grosser durante l’incontro organizzato ieri a Milano con la stampa per fornire un’anticipazione sui prossimi passi che AssoCom dovrà compiere per portare a compimento il processo di rinnovamento interno. Il primo punto, naturalmente, è la riforma della governance. Il nuovo impianto organizzativo verrà messo a punto nel prossimo mese di maggio per essere presentato all’Assemblea dei soci che avrà luogo entro fine giugno. “L’idea di base – ha spiegato Gasperini – è di muoverci verso un sistema più dinamico. Questo potrebbe voler dire superare il sistema delle Consulte, creando ambiti di aggregazione aperti intorno a grandi aree tematiche”.

Un lavoro di riposizionamento quello che si vuole portare avanti che significa prima di tutto interrogarsi sulla mission dell’associazione. “Costa – ha continuato Grosser – ha promosso un’associazione focalizzata sui servizi: formazione, informazione e consulenza. Io personalmente credo che AssoCom non possa essere puro service, ma debba innanzitutto recuperare un ruolo di rappresentanza e difesa degli interessi comuni”. Ma la governance non è l’unica urgenza. “Proseguiamo con l’elaborazione dello studio sul settore e lavoreremo a una nostra proposta di riforma delle audi, prima di arrivare all’elezione del nuovo Consiglio in autunno”, ha precisato Gasperini.

Il Consiglio sta studiando anche un nuovo meccanismo dei fee di accesso all’associazione. “Il sistema completamente proporzionale in uso (le quote associative vanno da 2.500 euro a 40 mila euro a seconda delle dimensioni delle agenzie, ndr) non è più adeguato. Serve sicuramente una rimodulazione”, ha aggiunto Gasperini. La fusione con Unicom, l’altra associazione di categoria, non sembra invece fra le priorità. “Seppur con qualche ammaccatura, restiamo la realtà più rappresentativa del settore – ha concluso Grosser -. Uscire e sfilarsi per guardare cosa succede non ha senso. Qualsiasi associato può dare il suo contributo”.

Andrea Crocioni