Vizeum, nuovo riposizionamento e prossime aperture

23 aprile 2013

La struttura internazionale a matrice gestita da hub. Entro fine anno il lancio di Connections App

Fondata nel 2003 in Francia e in diversi Paesi europei secondo modalità diverse, Vizeum si riposiziona sotto il claim ‘Connections that Count’. L’agenzia, appartenente al gruppo Aegis Media, nata in alcuni casi come lo spin off di Carat e in Italia rilanciata come rebranding di Horizon, sceglie di seguire una nuovo percorso seguendo i parametri della convergenza e della globalizzazione. “Dopo 10 anni è il momento giusto per riposizionare il brand – ha dichiarato Thomas Le Thierry d’Ennequin (nella foto), presidente di Vizeum Global, -. Attualmente siamo un network globale presente in 45 Paesi, lavorano con noi più di 1000 persone e gestiamo diversi clienti internazionali (tra questi in Italia la struttura è impegnata su Panasonic, Bmw, Indesit, Guaber e Pernod Ricard ndr). Vizeum ha in comune con le altre strutture del Gruppo Aegis Media Carat, Posterscope, iProspect e isobar il P&L, questo consente al cliente di beneficiare di tutte le competenze”.

L’appartenenza della struttura al Gruppo Aegis Media e il modello operativo proprietario garantiscono soluzioni integrate fra le diverse agenzie, rese ancora più competitive dalla recente acquisizione da parte di Dentsu. “Il P&L unico è importante per il management – ha continuato Thomas Le Thierry d’Ennequin – che può allocare le risorse in funzione dell’obiettivo chiesto dal cliente”. In riferimento alla prima visione cui ispirarsi, la convergenza, il manager ha affermato: “La rivoluzione digitale sta cambiando il mondo tanto quanto ha fatto quella industriale. Oggi tutto è interconnesso e trasparente. Le marche devono reinventare il modo in cui costruiscono se stesse per il consumatore. Le 3 aree su cui lavora la marca sono quella del ‘dire’, del ‘fare’ e di ciò che intorno a essa si dice. Non esiste solo la relazione tra il brand e le persone, ma anche la relazione tra i consumatori che parlano della marca. Vizeum vuole appropriarsi di questo nuovo spazio che regola le connessioni tra persone, andando a esaminare sia le connessioni più grandi e strategiche, sia quelle più piccole e granulari”. ‘Connessioni che contano’ sta ad indicare quindi quei collegamenti che hanno un valore sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. A questo proposito una task force composta da risorse provenienti da iProspect, isobar e Vizeum sta sviluppando Connections App, un’applicazione che consente di misurare in tempo reale gli investimenti sia per il search che per il social. L’applicazione sarà testata quest’estate e lanciata entro fine anno. Il secondo punto cui il centro media vuole ispirarsi in questo nuovo riposizionamento fa riferimento alla globalizzazione. “Viviamo in un mondo piatto, le marche sono ovunque. Dobbiamo essere un’agenzia interconnessa. Stiamo aprendo nella zona dei Balcani e dell’Adriatics e, prima della fine del semestre, sbarcheremo anche a Dubai” – ha aggiunto il manager. I clienti di Vizeum saranno gestiti tramite hub, nove per l’esattezza, ognuno dei quali con competenze ed expertise specifiche, che avranno il compito di gestire i clienti e di coordinare una determinata area geografica. Los Angeles, New York, Londra, Parigi, Mosca, Shangai, Tokyo, Melbourne, Wiesbaden (che controlla l’Italia, l’Emea e l’Africa): la struttura internazionale a matrice fa sì che le geografie riportino a diversi centri di competenza. “Se tu vuoi accedere ai migliori contenuti – ha concluso Le Thierry d’Ennequin – devi essere ovunque”. In Italia, dove il billing di Vizeum è pari a 1/3 rispetto ai 2/3 di Carat, resta la questione dei diritti di negoziazione, che secondo Barbara Sala, ceo di Vizeum Italia “è una questione di etica: fintanto che c’è trasparenza può andare bene”.

 

Serena Poerio