Gruppo L’Espresso, flessione nel 1° trimestre

19 aprile 2013

Approvati i risultati consolidati al 31 marzo 2013. Utile di 2 milioni di euro, ricavi pubblicitari in calo del 16,3% sullo stesso periodo del 2012. Male stampa e radio: positiva la raccolta su internet (+7%)

 

Ieri il Cda di Gruppo Editoriale L’Espresso, presieduto da Carlo De Benedetti (nella foto), ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2013. I ricavi netti consolidati del gruppo risentono del contesto fortemente recessivo, ammontando a 182,1 milioni di euro (-11,8% rispetto al primo trimestre del 2012 con 206,5 milioni di euro). I ricavi diffusionali sono pari a 62,4 milioni di euro, in flessione del 6,9% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Sulla base degli ultimi dati Ads (febbraio 2013), il quotidiano la Repubblica si riconferma al primo posto per copie vendute (edicola, abbonamenti e altri canali di legge), primato che detiene anche includendo gli abbonamenti alla versione digitale (circa 48 mila a fine marzo). Se oltre alla versione digitale del quotidiano (Repubblica+) si considerano anche i restanti servizi digitali forniti dallo stesso (in particolare Repubblica Mobile), gli abbonamenti attuali sono oltre 70 mila.

I ricavi pubblicitari, pari a 101,2 milioni di euro, hanno registrato una flessione del 16,3% sul primo trimestre del 2012, in un mercato che, a febbraio, ha riportato un calo del 16,5%. La stampa registra il decremento più significativo (-24,2%), con una flessione più accentuata per i periodici e più contenuta per i quotidiani locali. Anche le radio subiscono un calo sensibile, -18,2%. Positiva, invece, l’evoluzione della raccolta su internet, in crescita del 7%. I ricavi dei prodotti opzionali ammontano a 10,5 milioni di euro e registrano un calo del 14,3% rispetto al corrispondente periodo del 2012, riflettendo la generalizzata depressione dei consumi e la progressiva contrazione del mercato specifico in atto dal 2007, dopo una fase di intensa attività. I costi totali registrano una riduzione dell’8,5%; escludendo le attività di edizione digitale e dtt, i cui costi sono in fase di incremento al fine di sostenerne lo sviluppo, si registra un calo del 12,8%, raccogliendo i frutti dell’ulteriore razionalizzazione in atto, in particolare nelle aree industriali e amministrative. Il margine operativo lordo consolidato è pari a 16,7 milioni di euro rispetto ai 29,6 milioni del primo trimestre 2012. Il risultato operativo consolidato è pari a 8,8 milioni di euro rispetto ai 20,5 milioni di euro del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il risultato netto consolidato riporta un utile di 2 milioni di euro, contro 10,1 milioni di euro nel primo trimestre del 2012. La posizione finanziaria netta consolidata mostra un ulteriore miglioramento, passando dai 108,1 milioni di euro di fine 2012 a 83,5 milioni di euro, con un avanzo finanziario di 24,7 milioni. L’organico del gruppo, inclusi i contratti a termine, ammonta a fine marzo a 2.514 dipendenti e l’organico medio del periodo è inferiore del 5,1% rispetto al primo trimestre del 2012.

Per quanto riguarda l’evoluzione della gestione nei prossimi mesi, “il primo trimestre del 2013 non mostra alcun segnale di miglioramento: le evoluzioni della raccolta pubblicitaria e delle diffusioni sono in linea con quelle registrate nell’ultimo trimestre del 2012 – spiega una nota diffusa ieri dal gruppo editoriale -. Il nostro gruppo ha superato brillantemente la crisi del 2009, recuperando nel 2011 i livelli di redditività pre-crisi e conseguendo una significativa riduzione dell’indebitamento, grazie al processo di profonda ristrutturazione realizzato nel biennio 2009-2010. A fronte della seconda ondata di crisi, manifestatasi nell’ultimo trimestre del 2011 e tuttora in corso, il gruppo ha messo in atto piani per l’accelerazione dello sviluppo digitale da un lato e per ulteriori riduzioni dei costi dall’altro. Ciò ha consentito di attenuare gli impatti negativi della crisi, registrando nel 2012 risultati positivi in un settore altamente deficitario e conseguendo, anche nel primo trimestre del 2013, un risultato leggermente positivo. La prospettiva 2013 resta comunque molto incerta a causa del quadro recessivo che influenza fortemente gli investimenti pubblicitari. Rispetto a questi ultimi, il calo registrato sul primo bimestre del 2013 potrebbe ragionevolmente attenuarsi in corso d’anno, tenuto conto della progressiva contrazione già subita dagli stessi nel corso del 2012; non può tuttavia escludersi, alla luce del contesto economico attuale, che il gap dei primi mesi del 2013 sul corrispondente periodo del 2012 possa essere confermato per tutto l’esercizio. Lo sviluppo del digitale, il mantenimento del successo nei prodotti tradizionali e la riduzione dei costi restano le linee guida della gestione del gruppo; con riferimento ai costi, tenuto conto della situazione, il gruppo prevede di intraprendere azioni di riduzione più incisive di quelle attualmente in atto.