Barilla in salsa digital: creatività orizzontale e nuove forme di pubblicità

19 aprile 2013

Alessio Gianni, direttore Digital Marketing del brand: “Food e new media, una bellissima storia d’amore”

 

C’è chi ha scelto l’ironia dissacrante, chi ha imboccato la strada dell’animazione e chi, come il vincitore Giuseppe Zizza, ha evocato una tenera semplicità. Diversità di linguaggio a parte, la conclusione del concorso per videomaker ‘Mi piace essere un sugo Barilla’ lascia a pubblico e partecipanti la sensazione che il paradigma azienda-agenzia creative-consumatori inizi a scricchiolare, complice la crisi, “mentre a dare un respiro nuovo è l’orizzontalità del crowdsourcing”, come sottolinea Pierpaolo Susani, direttore Brand and Innovation Barilla.
L’America ci ricorda che il cambiamento è già avvenuto. “Pensiamo al contest di Doritos lanciato in occasione del SuperBowl“, fa notare durante la cerimonia di premiazione di qualche giorno fa Bruno Pellegrini, ceo di Userfarm, piattaforma per creativi digitali su cui Barilla ha fatto affidamento. “Non escludiamo di continuare la collaborazione”, ha annunciato a margine dell’evento Alessio Gianni, direttore Digital Marketing dell’azienda -. Per chi fa il mio mestiere questo è un momento fortunato: quella tra food e new media è una storia d’amore che funziona alla perfezione”.
Lo conferma un esperto di arti visive del calibro di Stefano Mordini, regista in corcorso al 55esimo Festival di Berlino. Lo fanno notare apertamente gli utenti: solo il video primo in classifica ‘La scoperta della semplicità’ ha riscontrato 258 mila visualizzazioni. Ora al suo giovane autore è stata commissionata la realizzazione del video per la nuova iniziativa ‘Barilla per i giovani’, mentre le 14 opere finaliste verranno veicolate sui social del brand.
Allargando il discorso sulla strategia digital del marchio, due sono i binari sui cui ci si muoverà: “intrattenimento e utilità. Il primo veicola contenuti rilevanti, il secondo è ben espresso dall’app Ipasta firmata da Kettydo” continua Gianni.
La strada maestra della co-generazione è stata sdoganata quattro anni fa con l’iniziativa il ‘Mulino che vorrei’, si è consolidata mettendo a nuovo sistema la creatività pubblicitaria grazie al contest Barilla Video Factory e continuerà con il secondo episodio delll’iniziativa ‘Di che pasta sei fatto’ messa in piedi con Naba (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) e Young&Rubicam: dopo la mostra fotografica sarà la volta del performing arts, un’espressione artistica innovativa capace di creare un’interazione diretta con il pubblico attraverso la sintesi di diverse forme d’arte visiva (danza, recitazione, scenografia e allestimento video) in un unico spettacolo. Appuntamento il 6 giugno per il gran finale.

 

Paola Maruzzi