Nielsen: a febbraio mercato ancora in calo a -16,5%

18 aprile 2013

A febbraio 2013 il mercato pubblicitario si è chiuso con un -17,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso; un dato che peggiora quello di gennaio (-15,3%), portando la variazione tendenziale del bimestre ad un -16,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Sarà importante capire il contributo del mese di marzo, un mese che, nella stagionalità degli investimenti, storicamente è uno dei più importanti dal punto di vista della raccolta, insieme a settembre e ottobre. “Ma i primi segnali su marzo non sono positivi – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen – potremmo avere dei numeri simili a quelli del primo bimestre. L’incertezza era e rimane elevatissima”.  Per quanto riguarda i mezzi, da segnalare internet, che a gennaio aveva fatto segnare un rassicurante +9% mentre a febbraio viene investito in pieno dallo stallo politico istituzionale e dei consumi e registra un +1,5% che porta il bimestre al +5%. Bene l’affissione dinamica e statica (grazie alle elezioni). Particolarmente in difficoltà rispetto al primo mese dell’anno la radio, che passa da un -2,2% di gennaio a un -27,7% di febbraio, pari a un cumulato al -17,3%. Dal punto di vista degli spazi, tutti i mezzi sono in decremento anche se in modo meno drastico rispetto alle riduzioni della raccolta, a testimonianza della tensione sui prezzi in atto dal 2000. Per quanto riguarda i primi tre settori, che insieme rappresentano oltre il 35% del mercato, l’alimentare riduce i propri investimenti del -15,3%, in particolare sulla radio (-50%), mentre continua a crescere su internet (+51,8%). Le automobili passano da un -13,3% di gennaio a un -25,7% del cumulato. “Le telecomunicazioni,  terzo cavaliere bianco della crescita degli anni precedenti – aggiunge Dal Sasso – continuano il loro trend di diminuzione (-17,1%), anche se ridotto di qualche punto rispetto al mese di gennaio”. Cresce, seppur di poco, la distribuzione (+0,4%). L’area informatica segna un +74%. Ancora in crescita enti ed istituzioni, sulla spinta della campagna elettorale, mentre il settore turismo e viaggi rallenta al +4,7%. Per quanto riguarda i top spender, i primi 10 investitori del bimestre riducono molto più del mercato la loro spesa, attestandosi a un -21%. Qualche movimento all’interno della top: “Esce dai primi dieci un’azienda di prodotti dolciari – conferma Dal Sasso – ed entra un produttore di gomme da masticare; al posto di un produttore di automobili italiano ne entra uno tedesco”. Per vedere i dati clicca qui: http://www.pubblicitaitalia.it/channel/datacenter/nielsen

Laura Buraschi