MindShare dà il via a Purple Program: quattro appuntamenti sulla Media Industry

15 aprile 2013

In un periodo così complesso, che vede un’offerta di mezzi e tecnologie sempre più personalizzate e personalizzabili che, pur creando grandi aspettative negli investitori, si scontrano comunque con le riduzioni dei budget, MindShare ha dato vita a un percorso di quattro tappe, quattro appuntamenti per un confronto su alcuni temi della Media Industry. Rivoluzione televisiva, potenzialità del mobile, seconda/terza/quarta giovinezza della radio e infine creatività media di Cannes saranno i temi affrontati da MindShare con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il valore aggiunto di un confronto esclusivo e reale, grazie anche all’intervento degli interlocutori più titolati nel settore.

“Negli ultimi 48 mesi il mercato ci ha resi spettatori di una storia alla quale 10 anni fa difficilmente avremmo creduto – afferma Roberto Binaghi, chairman e ceo di Mindshare -. Dopo la crisi del ‘92 e quella delle Torri Gemelle pensavamo di aver visto tutto e di essere pronti ad affrontare ogni nuova sfida. La nostra industry è molto ‘mobile’: in una società che vede la parola mobilità come una minaccia, noi invece – messi quotidianamente in discussione dai nostri clienti con un pitch o sfidati da un brief – viviamo questa situazione di incertezza come condizione ormai abituale. In questo scenario, che non ci piace definire ‘instabile’ ma piuttosto in evoluzione, MindShare propone la sua chiave di lettura del mercato attraverso il Purple Program. L’obiettivo finale è, e sarà, comunque quello di creare uno spunto o una visione, non necessariamente positiva ma realistica e costruttiva”.

Il primo appuntamento, venerdì 19 aprile a Milano, è dedicato alla Televisione, con la volontà di dare una visione di come siano cambiate le cose sul mezzo più ecumenico di sempre, analizzandolo attraverso i punti di vista di chi lo ha saputo far crescere e, spesso, reinventare. Un’analisi ‘senza filtri’, con il confronto live tra Carlo Freccero, Giorgio Gori e Maurizio Carlotti.