La7, Cairo non tocca gli asset di informazione e punta al target donna

11 aprile 2013

I primi 100 giorni fondamentali. Piano industriale ed editoriale attesi per giugno

Il nuovo editore: “Break even entro i 24 mesi di lock-up. Più efficienza e taglio dei costi”

Si deve guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? E’ questa la domanda che sta accompagnando Urbano Cairo a pochi giorni dall’acquisto de La7 da Telecom Italia Media, a fronte di un corrispettivo pari a 1 milione di euro. Lo scorso venerdì il presidente di Cairo Communication ha incontrato la stampa per illustrare l’operazione di acquisto, ma anche gli step futuri. Il bicchiere è mezzo vuoto se si pensa ai conti economici di una rete che deve recuperare 70-80 milioni. Non ha fatto previsioni a breve e non ha parlato di esuberi, ma l’approccio sarà quello di valutare ogni singolo costo. Cairo spera inoltre che il contributo di 88 milioni messo in campo da Telecom Italia Media possa essere sufficiente per arrivare almeno a un pareggio dei conti. I primi cento giorni saranno fondamentali per definire l’assetto futuro della rete. Una volta effettuato il closing, soggetto ad adempimenti legali e a processi di autorizzazione, il manager intende ‘installarsi a Roma e pedalare fino alla risoluzione’. “Ci sono dei rubinetti aperti che vanno chiusi rapidamente per raggiungere il break even prima del lock-up di 24 mesi”, ha spiegato. I piani industriale e editoriale presumibilmente saranno messi a punto entro giugno, o per lo meno entro l’estate quando verrà presentato il palinsesto d’autunno. Il bicchiere diventa mezzo pieno se si guardano gli ascolti. “I risultati sul prime time si assestano sul 5,4%, con punte del 6,5% nelle ultime due settimane; a parte Rai1 e Canale5, siamo nel gruppetto di inseguitori e vicini a Rai3, Italia1, Rai2 e Rete4. La7 è una realtà eccellente con una qualità del target alta che piace agli investitori. Nelle ultime due settimane la rete ha conquistato punte di 6,5%, la puntata di giovedì 7 marzo di Servizio Pubblico è arrivata a un picco del 22%. Da gennaio a oggi siamo stati la terza rete per 15 serate su 65 prime time”. Appare chiaro che la ‘patata è bollente’ (questa era stata la prima dichiarazione dell’editore a commento dell’avvenuto accordo) sarà cucinata. “Sono necessari interventi mirati per migliorare il palinsesto – ha commentato Cairo -. La rete va preservata e migliorata nell’ottica del recupero di efficienza e di taglio dei costi. L’informazione, che è la caratteristica distintiva del canale, continuerà a essere sviluppata nella totale autonomia. Quando si ha un asset serale con personaggi come Santoro, Mentana, Crozza, Gruber, Formigli, Bignardi o come Omnibus la mattina non è salutare toccarlo. Ci sono però serate che possono essere potenziate e momenti della giornata dalle 15 alle 20 dove si può intervenire: c’è un pubblico di 16 milioni di persone nel minuto medio dalle 12 alle 20, in particolare il target femminile 25-45 anni appannaggio di altre reti, che diventa il nostro obiettivo. La7d ottiene circa lo 0,5% di ascolti e ha costi contenuti”. A proposito dell’andamento del mercato pubblicitario, Cairo ha confermato che “la prima parte dell’anno non è cominciata bene, conseguenza della chiusura negativa del 2012. La raccolta su La7 aveva avuto un balzo del 30% nel trimestre gennaio- marzo 2012 sul 2011 (mentre il mercato perdeva l’8%), quindi il primo trimestre 2013 si chiuderà in perdita. Vedo però segnali positivi già da aprile e per la seconda parte dell’anno, con perdite a una sola cifra. La tv non è un mezzo finito e continua a fare numeri importanti”. Infine, Cairo ha negato qualsiasi interesse sulla vendita dei periodici da parte di Rcs. “Credo sia meglio lanciare un prodotto nuovo piuttosto che rilanciarne uno comprato”, ha assicurato, mentre in Cairo Communication “ci sono almeno tre o quattro progetti di nuovi giornali in cantiere, perché la mission di un editore è quella di sperimentare sempre, indipendentemente dal fatto che i progetti vadano in porto”.

 

 

Valeria Zonca

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