Alessandra Lanza: “Agenzie penalizzate dai mancati anticipi delle aziende”

4 aprile 2013

Remunerazione:  la parola alla presidente della Consulta Eventi di AssoCom

Dopo aver coinvolto sul tema della remunerazione il mondo dell’advertising e delle relazioni pubbliche, oggi diamo voce agli eventi per bocca di Alessandra Lanza, presidente della Consulta che rappresenta il comparto all’interno di AssoCom. Un organismo, quest’ultimo, che è riuscito in pochi anni a regolare un mercato particolarmente frammentato, mettendo paletti chiari soprattutto su un fronte delicato come quello delle gare. “E’ stato fatto un lavoro importante a livello associativo che ha contribuito a creare cultura fra le agenzie, ma anche presso i clienti – conferma Lanza -. La variabile impazzita è la crisi e in un contesto del genere diventa più difficile per le agenzie fare fronte comune”.

La riduzione degli investimenti naturalmente è andata a toccare anche la remunerazione per le realtà che operano in questo settore. “Le principali voci di spesa di un evento sono rappresentate dalla creatività progettuale, dalla produzione e dal coinvolgimento di alcune figure professionali – afferma Lanza -. Spese che rientrano nel preventivo dato al cliente. Noi come Consulta raccomandiamo che il fee di agenzia non sia inferiore al 10% del costo di produzione dell’evento stesso. Nella realtà però questa quota è più modesta e si aggira mediamente fra il 5 e il 10%”. Le agenzie, dunque, si trovano a fare i conti con fee in discesa, in un contesto di forte competizione. “Il nostro mercato prevede solo raramente contratti annuali. Per cui le aziende tendono a metterci in gara su ciascun progetto”, aggiunge Alessandra Lanza.

E se le agenzie creative piangono per i mancati rimborsi, per chi opera negli eventi la gara non remunerata è la prassi. “A differenza delle agenzie pubblicitarie – continua la manager – per noi idea e produzione sono parte di uno stesso budget. Purtroppo ci troviamo di fronte a un nuovo fenomeno negativo e penalizzante: alcune aziende hanno cominciato, contro la prassi, a non dare più anticipi per sostenere i costi dell’organizzazione degli eventi. Le agenzie si trovano a dover mettere sul piatto somme molto ingenti, che a volte possono essere nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro. Tutto questo genera una forte esposizione finanziaria. Non è ancora una tendenza perché la maggior parte delle aziende non si comporta così, ma c’è il rischio concreto che diventi un modello. Non a caso questo dovrà essere il tema numero uno nel dibattito interno alla Consulta Eventi”.

Andrea Crocioni