(In)visibile Design, 100 storie dal futuro e oltre: la mostra di Logotel alla Design Week di Milano

3 aprile 2013

I lavori di 26 artisti e designer internazionali esposti dal 9 al 14 aprile

In un mondo sovra-popolato da segni, prodotti, immagini, esperienze, esiste ancora una soglia dell’invisibile? Ma soprattutto, che cosa accade quando il design affronta l’impercepibile, il complesso, l’infinitamente grande/piccolo, il contro-intuitivo? La mostra/installazione ‘(In)visibile Design, 100 storie dal futuro e oltre’, realizzata dalla service design company Logotel, indaga questi nuovi possibili scenari attraverso 26 lavori firmati da designer e artisti internazionali, impegnati in ricerche ai margini dell’invisibile. Il corpo centrale della mostra – una raccolta di progetti, prototipi, installazioni, video, con direzione scientifica di Susanna Legrenzi e Stefano Maffei – è completato da una ricerca per ‘reperti’, una vasta documentazione di case history ibridate da scienza, tecnologia, arte, letteratura, cinema, grafica, che vanno a delineare uno storytelling esteso e trasversale.

Il risultato è un modo di leggere il design come strumento per immaginare, sperimentare e discutere il futuro. La mostra ‘(In)visibile Design’, che si terrà nello Spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano dal 9 al 14 aprile (circuito Ventura Lambrate) in occasione della Design Week, si configura come un laboratorio pieno di idee e di spunti aperto al pubblico. Ecco alcuni dei tanti originali progetti ospitati all’interno della manifestazione: dalla ‘Wind Map’ di Fernanda Bertini Viegas e Martin Wattenberg (i due guidano il gruppo di ricerca sulla visualizzazione di Google a Cambridge, Massachusetts) che simula il delicato disegno tracciato dai venti che soffiano sugli Stati Uniti, alla ‘Descriptive Camera’ dell’electronic artist Matt Richardson, che esplora le nuove pratiche di narrazione attraverso una normale macchina fotografica in grado produrre una descrizione scritta dell’immagine con le risorse della rete e del crowdsourcing; dalla pellicola sperimentale ‘Surface’ del filmaker Varathit Uthaisri, che partendo da una prospettiva urbana underground trasforma le azioni umane e gli oggetti di strada in beat che si fondono armoniosamente in una composizione audiovisiva, allo svelamento di gestualità, posture e ritualità che emergono con l’uso delle tecnologie digitali del docente e ricercatore Nicolas Nova fino all’innovativa tecnica di ‘Le Whaf’, pensata da uno dei food designer più quotati a livello internazionale come Marc Bretillot assieme al fondatore di Le Laboratoire’, David Edwards, che consente di riassaporare ogni singolo sapore di un cocktail sotto forma di ‘nuvole di aromi’. “Dopo il tema della collaborazione esplorato l’anno scorso con la mostra ‘Making Together’ – spiega Cristina Favini, strategist & manager of Design Logotel e project & content manager dell’iniziativa – quest’anno vogliamo dare un segnale forte su come oggi, e sempre più in futuro, il cambiamento passa attraverso trasformazioni sottili, impercettibili, invisibili appunto. Accade nella nostra vita quotidiana, privata o professionale, così come nel contesto socio-economico di larga scala, sempre più complesso. E il design, specie nella dimensione intangibile del servizio, è una risorsa proprio per far accadere ciò che ancora non esiste, per dare forma a ciò che ancora non ne ha una”. Per maggiore informazioni: http://www.invisible-design.it/