Rcs MediaGroup, da gruppo editoriale a media company. Nel 2015 ricavi digitali al 21% del totale

28 marzo 2013

Esaminati i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2012.  I ricavi netti consolidati di gruppo, a 1.598 milioni di euro, sono in calo rispetto ai 1.860 milioni del 2011. Approvato il Piano di Sviluppo 2013-2015

 

Il Cda di Rcs MediaGroup si è riunito ieri sotto la presidenza di Angelo Provasoli per esaminare i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2012, approvare il Piano per lo Sviluppo 2013-2015 completo della componente finanziaria e patrimoniale e valutare i provvedimenti finalizzati al riequilibrio finanziario e al rafforzamento patrimoniale del gruppo. I ricavi netti consolidati di gruppo al 31 dicembre 2012, a 1.598 milioni di euro, sono in calo rispetto ai 1.860 milioni del 2011. L’Ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è in calo a 61 milioni di euro, rispetto ai 163,4 milioni del 2011. L’Ebidta post oneri e proventi non ricorrenti scende invece dai 142,3 milioni di euro del 2011 a 1,3 milioni nel 2012. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 845,8 milioni di euro, riducendosi di 92,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, per il contributo dalla cessione del Gruppo Flammarion. Il risultato operativo del quarto trimestre è previsto sostanzialmente in parità.

Nel corso del Cda, è stato approvato il Piano per lo Sviluppo 2013-2015 che, come già comunicato il 19 dicembre 2012, prevede la trasformazione del Gruppo Rcs da gruppo editoriale a multimedia company.

I pilastri del cambiamento sono: focus sull’innovazione editoriale dei power brand, con contenuti editoriali di qualità nativamente digitali; sviluppo e ampliamento digitale dell’offerta, anche attraverso progetti di M&A; focalizzazione del portafoglio verso le aree di business in cui Rcs può esprimere una solida leadership; forte presidio della marginalità con focus sul recupero di efficienza, aumento della produttività e della flessibilità; dismissioni di attivi non core. Alla luce del peggioramento dello scenario macroeconomico nei primi due mesi del 2013, il piano prevede: accelerazione dei progetti di sviluppo digitale; definizione e precisa valutazione di ulteriori misure di efficientamento; deconsolidamento di Dada rispetto alle stime del Piano, a seguito dell’ipotesi di cessione e dell’apertura della data room di quest’ultima. I principali target previsti nel Piano non includono quindi Dada, che per comparazione è stata esclusa anche dai valori  di riferimento del 2012 per lo sviluppo del Piano stesso.

I ricavi del gruppo nel 2015 sono previsti in linea con quelli del 2012, circa 1.500 milioni di euro. Il contributo dei ricavi digitali raddoppierà e nel 2015 raggiungerà il 21% del totale (circa 170 milioni), mentre a oggi costituisce il 9%, pari a 142 milioni, grazie al lancio di nuovi progetti di sviluppo della proposta editoriale e attraverso l’ampliamento dell’offerta digitale. A seguito anche di forti azioni di efficienza,  la marginalità è attesa in crescita a circa il 10% del fatturato. Si prevede infatti nel 2015 un Ebitda pari a circa 150 milioni di euro, cui contribuiranno in misura fondamentale risparmi di costi su organizzazione, prodotti e processi per circa 145 milioni di euro tra il 2012 e il 2015, oltre la metà dei quali previsti già nel corso del 2013.

Nell’anno in corso si prevedono quindi ricavi in calo a singola cifra (single digit), Ebitda pre oneri non ricorrenti positivo e inferiore al 3% sui ricavi e una forte incidenza degli oneri correlati alla ristrutturazione in atto, potendo beneficiare solo parzialmente del ritorno degli investimenti per lo sviluppo. Nel primo trimestre 2013 sono già state messe in atto azioni tempestive per fronteggiare l’aggravarsi dello scenario, soprattutto pubblicitario, e nel corso dell’anno si prevedono azioni di efficienza che genereranno benefici complessivi per oltre 80 milioni.  Si prevede che i risultati del primo semestre 2013 risentiranno maggiormente – oltre che della stagionalità – degli effetti negativi del mercato e degli oneri di ristrutturazione, che incideranno particolarmente sul risultato del primo trimestre per il quale è previsto un risultato netto in significativa perdita.

Nell’arco dei tre anni il gruppo prevede investimenti totali per circa 160 milioni di euro (pari a circa il 4% dei ricavi totali del triennio) ed esborsi per oneri non ricorrenti pari a oltre 120 milioni di euro, questi ultimi fortemente concentrati nella prima metà del triennio. A fine 2014 è previsto un rapporto PFN/Ebitda intorno a 4-4,5x in ulteriore discesa nel 2015. I principali target di Piano delle singole aree di attività evidenziano una riduzione più significativa nel 2013 e un recupero nei due anni successivi sulla base dell’incremento dei ricavi digitali, con eccezione dell’area Libri, che presenta un andamento più lineare e che punterà su crescita business e-book, rafforzamento attività di “scouting”, maggiore interazione col lettore, utilizzi dei contenuti in ambiti non tradizionali, rinnovamento del modello distributivo e della logistica.

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