Antitrust toglie le ali a Red Bull

27 marzo 2013

La società di energy drink accetta di rivedere la comunicazione pubblicitaria

Red Bull ha accettato di modificare campagne pubblicitarie e sito internet a tutela di bambini e adolescenti con impegni che l’Antitrust ha ritenuto sufficienti per chiudere il procedimento per pratica commerciale scorretta avviato quest’estate. Per l’Antitrust le espressioni usate per la promozione di Red Bull nel sito aziendale e negli spot pubblicitari erano ingannevoli, perchè omettevano di indicare le effettive caratteristiche del prodotto, e anche scorrette, perchè non spiegano i possibili effetti negativi legati a un consumo eccessivo della bevanda, soprattutto in associazione con l’alcool. In sostanza i consumatori potevano trascurare le normale regole di prudenza, fino al punto di poter mettere potenzialmente a rischio la propria vita perchè la pubblicità lasciava intendere che, grazie alla bevanda, fosse possibile superare momenti di estrema stanchezza. La società di energy drink ha infatti assicurato che rivedrà il sito, evitando cartoni animati, enfatizzando l’elevato contenuto di caffeina (in media 80 mg in una lattina da 250 ml) e invitando a un uso moderato del prodotto ed eviterà pubblicità con giovani consumatori come target. Più in dettaglio, si legge nel bollettino dell’Autorità garante, Red Bull si è impegnata a rivedere il sito internet, evitando il ricorso ai cartoni animati, enfatizzando l’elevato contenuto di caffeina e invitando a un uso moderato del prodotto. Verrà anche specificato che la bevanda non è raccomandata per i bambini, in gravidanza e durante l’allattamento. La società eviterà che le campagne pubblicitarie abbiano come target i giovani consumatori e qualsiasi forma di promozione presso le scuole. Verranno inoltre limitati gli acquisti di spazi pubblicitari su canali prevalentemente indirizzati ad un pubblico di bambini e adolescenti, riducendo così, secondo l’Antitrust, i possibili contatti con i più giovani, ai quali sarà garantito un più elevato livello di protezione. Red Bull ha inoltre assicurato che in futuro non impiegherà bambini negli spot pubblicitari, per evitare possibili azioni emulative e/o di incomprensione riguardo i reali effetti della bevanda e il rischio di un eccessivo consumo che potrebbe essere ragionevolmente causato dalle modalità comunicative riferite al prodotto stesso, soprattutto nei confronti dei più piccoli. Infine si porrà più attenzione nella comunicazione commerciale, evitando termini quali ‘schianto’, ‘incidente’ oppure ‘kamikaze’ e simili’.