Adci: ‘Austerità creativa’ per tornare a parlare alla società

26 marzo 2013

Uscire dal ‘giardino’ dei pubblicitari: è questo l’obiettivo dichiarato dell’Annual n°26 promosso dall’Art Directors Club Italiano e edito da Skira.  “La volontà è quella di uscire dal circolo asfittico degli addetti ai lavori”, ha ricordato Pasquale Barbella, non solo editor, ma vero e proprio regista dell’operazione. Un’intenzione che emerge già dalla scelta stessa di intitolare il volume ‘L’austerità creativa nella comunicazione di oggi’ e di far persino sparire il termine annual dalla cover.

Il messaggio è chiaro: i pubblicitari vogliono recuperare il proprio ruolo all’interno della società. Non a caso, dunque, il libro è stato presentato ieri a Milano con un dibattito che, oltre allo stesso Barbella, ha visto la partecipazione del presidente Adci Massimo Guastini, dei creativi  Annamaria Testa e Till Neuburg, del ricercatore Nicola Piepoli, di Paolo Ferrara di Terres des Hommes e di Lorella Zanardo autrice del documentario ‘Il corpo delle donne’. Il libro non delude le aspettative soprattutto per la capacità di radiografare il presente della comunicazione grazie a una ricca serie di documenti selezionati dall’Art Directors Club Italiano.

“La pubblicità – ha spiegato Barbella –  non è più lo specchio in cui si riflette la società, ma lo specchio della rappresentazione che i media danno di essa. Il titolo del volume rappresenta apparentemente un ossimoro. Da un lato facciamo riferimento all’austerità e il pensiero va subito ai risparmi forzati. Dall’altro, invece, parliamo di creatività: l’energia positiva, capace di portare soluzioni inaspettate”. Il richiamo è dunque a un’austerità fertile, produttrice di idee stimolanti e capace di non ripiegarsi su degli stereotipi. “L’Annual – ha continuato Barbella, uno dei padri nobili dell’advertising italiano – vuole proporre una raccolta di esempi di pubblicità virtuosa, quando il messaggio parte da una consapevolezza reale del conteso e non si limita a essere un semplice esercizio dell’immaginazione. La comunicazione è un elemento fondamentale della vita di un Paese, perché un Paese che comunica male se stesso ha bisogno urgentissimo di cure”.

Andrea Crocioni