John Hegarty mette in discussione l’efficacia dei Big Data

22 marzo 2013

Il fondatore Bbh

John Hegarty ha stimolato l’Advertising Week Europe, mettendo in discussione l’effettiva efficacia dei Big Data nella pubblicità. Anche Hegarty, dopo le dichiarazioni di Martin Sorrell che limitava i social network ad aree ben definite all’interno della pubblicità (la tesi di Sorrell sostiene che Twitter sia un ottimo mezzo per pubbliche relazioni, ma non sia la piattaforma ideale per l’advertising) anche il fondatore di Bbh lancia una provocazione al mercato della pubblicità sulla dipendenza del marketing da Big Data, insistendo sul fatto che la vera pubblicità deve essere un ‘gioco creativo’ prima di poter beneficiare di piattaforme nei nuovi media. “Io non sono sicuro di voler che la gente sappia chi sono – ha sottolineato Hegarty -. Trovo che sia un po ‘orwelliano’ e mi oppongo. Non voglio che la gente sappia quello che bevo al mattino e quello che bevo di notte. Penso che ci sia un serio problema. L’uomo ha combattuto tante battaglie per la libertà e per poter essere individui liberi. Per quelle marche che dicono al consumatore ‘ti capisco’ io ribatto con  ‘Fuck off, tu non mi capisci. Fatti gli affari tuoi, io non voglio essere capito da te. Non mi capisco io a volte … Per quanto riguarda la pubblicità mobile, Hegarty ha sottolineato che gli inserzionisti devono mettere in primo piano il consumatore, non la tecnologia. “Abbiamo un grave problema. La pubblicità ultimamente non viene usata come si dovrebbe, e i consumatori apprezzano sempre meno la comunicazione creativa. Questa la prima cosa che dobbiamo affrontare”. Concludendo Hegarty: “Dobbiamo ripensare come possiamo riconquistare i consumatori, invece si parla di quello che possiamo fare su questa piattaforma o quella piattaforma …